lunedì 25 aprile 2011

Il Grande Fratello ha vinto

Leggo i commenti su facebook all'articolo che ho scritto quando Margherita ha fatto la sua comparsata a Varese (articolo peraltro record per visite, e la galleria fotografica dieci volte di più) e mi viene lo sconforto. Non per il dissenso o il disinteresse su certo genere d'articoli (ci mancherebbe: tale disinteresse lo  considero anzi una prova di sanità mentale... sono articoli che dire leggeri è dire poco...) ma perchè certi modi di commentare, certe espressioni, certa violenza verbale che vorrebbe annientare programmi come quello, sono di fatto una resa a quei programmi.

Perchè per farsi sentire ed essere protagonista di  un pensiero, ormai la gente non riesce a fare altro che urlare e insultare. Una donna non è più "sguaiata" o "fuori luogo" è "una gallina, una zoccola" e la fantasia si scatena per essere il più violenti e diretti possibile, possibilmente in luoghi virtuali come i commenti. E se si prova a replicare, a cercare perlomeno di moderare i toni, sembra sacrilegi.

Perchè chi urla e reagisce così violentemente è convinto semplicemente di "indignarsi" contro un programma volgare o inopportuno, e parla con quella violenza (ma direbbe queste cose a sua figlia, sua madre, la sua ragazza? spero davvero tanto di no...)  è convinto  che parlare di chi ha fatto parte di un reality - come di uno che è  entrato in politica, o è diventato un campione sportivo, scegliete voi il genere... il risultato è lo stesso - consenta al commentatore qualunque tipo di violenza verbale nei confronti di chi ora fa parte "di quell'ambiente".  Senza rendersi conto però, che sono proprio gli insulti a fare entrare di diritto quegli "indignati commentatori" tra quelli che in quell'ambiente sguaiato e volgare ci vorrebbero entrare.

Continuo a ribadire che, dopo aver visto quel programma per sei mesi, lo trovo un terribile e deformante - in peggio - specchio della disumanità a cui stiamo velocemente avvicinandoci. Ma non sono capace di tollerare più nemmeno quelle reazioni, perchè non mi appartengono, come non mi appartiene quella trasmissione. Non è così che merita di essere l'Italia, e non è così che meritano di essere gli italiani, nemmeno quelli che detestano il Grande Fratello.

Morale: cari detrattori incazzati del "Grande Fratello", di "Amici" di "Uomini e Donne", se parlate come fanno loro in quei discutibili programmi tivù sappiate che è come se vi steste arrendendo. Più sbraitate sguaiatamente, più dimostrate che ha vinto Lui.

2 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione,Stefania:l'indifferenza è il migliore sisteme per determinare e connotare positivamente il proprio dissenso;tuttavia,bisognerebbe essere in molti ad avere lo stesso atteggiamento per ottenere un peso reale . A presto. Aurora

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  2. Ti ringrazio, aurora: aggiungo che non è obbligatorio non vedere i prorgrammi popolari e se veicolano sentimenti poco appropriati non è vietata l'indignazione: esprimere critiche sensate è una risorsa per progredire. Ma "indignarsi" non significa "insultare". Chi mi è vicino sa quanto mi sia scagliata contro l'ipocrisia dei commentatori, o contro il totale ribaltamento di valori (che faceva sembrare, chenesò, margherita una bacchettona perchè dava della ragazza facile e pronta al tradimento a una che era andata nella camera d'hotel del suo "fidanzato". Dover mettere in discussione valori così banali ogni volta significa ribaltare la società....), ma della "gallina" o dell'"idiota" a persone che non conosco non glielo dò, sennò divento esattamente come loro...

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