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sabato 20 agosto 2011

Ho dovuto correggere il pezzo sul funerale di Castiglioni, e tutto è diventato ancora più speciale...

Ho dovuto correggere il pezzo di Varesenews sul funerale di Castiglioni, e tutto è diventato ancora più speciale... Ho ricevuto infatti, in piena notte, una email che chiedeva una correzione sulle letture fatte da tre nipoti, che io - affidandomi esclusivamente alla logica - ho erroneamente attribuito a Gianfranco Castiglioni, il fratello di Claudio.
A parlare era uno dei tre ragazzi, che diceva di essere un "nipote acquisito": così gli ho inviato una mail per chiedergli con precisione qual era il grado di parentela, così da non lasciare in internet un errore antipatico. E la risposta è stata: "I miei genitori erano grandissimi amici di Claudio e Enrica, noi praticamente siamo vissuti con loro .. andavamo al mare , in montagna assieme e i fine settimana ci trovavamo a casa loro. Avevamo un legame molto forte e anche se non eravamo parenti di sangue a Claudio faceva molto piavere essere chiamato da noi zio".

Così ho scoperto che quella di Claudio Castiglioni era una "famiglia allargata"  di altri tempi: di quelle in cui amici e vicini diventavano così intimi e rappresentavano un legame così vero e forte da far diventare zii gli adulti per i bambini che stavano nel gruppo. Sono saltata indietro di 40 anni: anch'io avevo gli "zii" che altro non erano che l'amica del cuore, e vicina di casa, di mia mamma e suo marito, Ora non ne ricordo più di esempi così. Fino all'arrivo di questa mail...

Il commovente funerale di Claudio Castiglioni, signore delle moto

Tanto caldo prima, una pioggerella che sembravan lacrime dopo: persino il tempo ha partecipato attivamente ai funerali di Claudio Castiglioni, appassionato patron di Cagiva e MV Agusta.
E' toccato a me seguirlo per Varesenews (con, a posteriori, una puntata a Repubblica...) con un po' di apprensione perchè sono totalmente all'oscuro del mondo motociclistico e difficilmente avrei riconosciuto sportivi, magari a livello mondiale, tutta sola.
Ma ben presto ho capito che non era quello il problema.
In quel funerale non contavano tanto i vip, quanto le persone. I dipendenti, la famiglia, gli appassionati di motocicletta: loro hanno raccontato la vita tormentata e appassionata di un uomo che sognava di fare le motociclette più belle del mondo, e per farlo ha rischiato grosso ma ha saputo coinvolgere chi lavorava con lui. Un funerale che ha un certo punto è diventato rumoroso fino alle lacrime: il rombo delle due ali di moto che ha accolto l'arrivo della bara, poi da loro scortata nel suo ultimo viaggio (come si usa dire) è stato tanto assordante quanto commovente. Come tremendamente commoventi sono state le parole della nuora, la moglie di chi ora ha il peso di portare avanti un sogno, Giovanni. Parole malinconiche ma anche scherzose, che parevano dette a una persona ancora lì. Perchè tutti pensano che il sogno che lui incarnava non morirà mai, e con questo un po' anche lui.

mercoledì 17 agosto 2011

Castiglioni, la sua morte e la vera storia della Brutale

Claudio Castiglioni, morto oggi all'età di 64 anni, e la sua Cagiva furono forse i primi argomenti importanti di cui mi occupai arrivata a Varesenews, come responsabile dell'economia. E fu la prima strabiliante storia in cui mi imbattei.
Si era ancora agli albori di Internet per tutti,  Facebook era di là da venire, i blog cominciavano in quei mesi a diffondersi in Italia. E io continuavo a ricevere mail in tutte le lingue che mi chiedevano quando la produzione di Cagiva sarebbe ripartita... Cagiva era in crisi profonda, allora (era il 2003) e anche dopo ha continuato a vivere tra cessioni bizzarre (pasti pensare ai malesi della Proton, che pagarono uno sproposito poi per rivenderla), riprese da parte dei Castiglioni, giri con finanziarie genovesi e la presenza di Harley Davidson, durata solo un anno.
E non riuscivo proprio a capire perchè dalla Germania, dall'Australia, dagli StatiUniti mi arrivassero mail sempre con la stessa domanda.
Finchè un signore si decise a chiedermelo per telefono e io gli risposi: "Se lei mi dice per quale motivo, giuro che mi impegno con proprietà e sindacati per risponderle". E così lo seppi: lui, come probabilmente tutti quelli che mi scrivevano, aveva prenotato una Brutale, moto inesistente sul mercato ma presentata già in alcune fiere internazionali del settore. Non chiamavano imbufaliti, ma ansiosi. Non avevano nessuna intenzione di rivalersi sull'azienda, volevano solo sapere se alla fine sarebbero riusciti ad ottenere il loro sogno. Così capii che le moto non sono (solo) una questione meccanica, di organizzazione aziendale o altro: sono un sogno fatto pistone, e Claudio Castiglioni lo incarnava tutto, a tutti i costi, portando il made in Varese nel Mondo.
Che riposi, ora, in pace.