Leggo i commenti su facebook all'articolo che ho scritto quando Margherita ha fatto la sua comparsata a Varese (articolo peraltro record per visite, e la galleria fotografica dieci volte di più) e mi viene lo sconforto. Non per il dissenso o il disinteresse su certo genere d'articoli (ci mancherebbe: tale disinteresse lo considero anzi una prova di sanità mentale... sono articoli che dire leggeri è dire poco...) ma perchè certi modi di commentare, certe espressioni, certa violenza verbale che vorrebbe annientare programmi come quello, sono di fatto una resa a quei programmi.
Perchè per farsi sentire ed essere protagonista di un pensiero, ormai la gente non riesce a fare altro che urlare e insultare. Una donna non è più "sguaiata" o "fuori luogo" è "una gallina, una zoccola" e la fantasia si scatena per essere il più violenti e diretti possibile, possibilmente in luoghi virtuali come i commenti. E se si prova a replicare, a cercare perlomeno di moderare i toni, sembra sacrilegi.
Perchè chi urla e reagisce così violentemente è convinto semplicemente di "indignarsi" contro un programma volgare o inopportuno, e parla con quella violenza (ma direbbe queste cose a sua figlia, sua madre, la sua ragazza? spero davvero tanto di no...) è convinto che parlare di chi ha fatto parte di un reality - come di uno che è entrato in politica, o è diventato un campione sportivo, scegliete voi il genere... il risultato è lo stesso - consenta al commentatore qualunque tipo di violenza verbale nei confronti di chi ora fa parte "di quell'ambiente". Senza rendersi conto però, che sono proprio gli insulti a fare entrare di diritto quegli "indignati commentatori" tra quelli che in quell'ambiente sguaiato e volgare ci vorrebbero entrare.
Continuo a ribadire che, dopo aver visto quel programma per sei mesi, lo trovo un terribile e deformante - in peggio - specchio della disumanità a cui stiamo velocemente avvicinandoci. Ma non sono capace di tollerare più nemmeno quelle reazioni, perchè non mi appartengono, come non mi appartiene quella trasmissione. Non è così che merita di essere l'Italia, e non è così che meritano di essere gli italiani, nemmeno quelli che detestano il Grande Fratello.
Morale: cari detrattori incazzati del "Grande Fratello", di "Amici" di "Uomini e Donne", se parlate come fanno loro in quei discutibili programmi tivù sappiate che è come se vi steste arrendendo. Più sbraitate sguaiatamente, più dimostrate che ha vinto Lui.
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lunedì 25 aprile 2011
martedì 19 aprile 2011
Essere beneducato è trendy
Sono ancora un po' rincoglionita dalla sessione lavorativa di ieri: guardare l'infinita finale del Grande Fratello, commentandola in diretta con questo fotoracconto. Ma, forse proprio grazie al rincoglionimento - che è pure preventivo, oltre che postumo, visto che l'altra "varesina" Francesca Fogar si giocherà la semifinale stasera all'Isola dei Famosi, con altra sessione serale annessa - continuo a riflettere su quella che, nei fumi del sonno, continuo a considerare una buona notizia, un segno positivo dei tempi da cogliere.
Anche al Grande Fratello ha vinto un ragazzo beneducato, l'italo giapponese Andrea Cocco, il "nuovo fidanzato"di Margherita Zanatta. A ben vedere, in finale ci sono arrivati tre bravi ragazzi: la acculturata Margherita, il figliodicammorristapezzodipane Ferdinando e il Gran Signore Andrea. Sgallettate e cretini come David, Nando, Raoul, Guendalina, Giordana e chi più ne ha più ne metta se ne sono andati puntata per puntata. E alla fine ha vinto il più fine e gentile di tutti, o almeno quello che ha considerato valori da spendere questi sentimenti, anche davanti al superfavorito Ferdinando, bravo guaglione si, ma un po' truzzo, diciamocelo.
Insomma ha vinto la buona educazione, come pare stia funzionando anche all'Isola dei Famosi, con le ormai ripetute vittorie (funzionerà anche stavolta, contro l'invasatissima Brigliadori, questa sera?) di Francesca Fogar. In un mio post precedente consigliavo alla produzione dell'Isola di fermarsi a riflettere, sul fatto che i loro ascoltatori fossero diversi, e puntare su questa caratteristica.
Forse, ognuno a suo modo e nel suo piccolo, gli italiani stanno ritornando normali.
O almeno, lasciatemi sognare così....
Anche al Grande Fratello ha vinto un ragazzo beneducato, l'italo giapponese Andrea Cocco, il "nuovo fidanzato"di Margherita Zanatta. A ben vedere, in finale ci sono arrivati tre bravi ragazzi: la acculturata Margherita, il figliodicammorristapezzodipane Ferdinando e il Gran Signore Andrea. Sgallettate e cretini come David, Nando, Raoul, Guendalina, Giordana e chi più ne ha più ne metta se ne sono andati puntata per puntata. E alla fine ha vinto il più fine e gentile di tutti, o almeno quello che ha considerato valori da spendere questi sentimenti, anche davanti al superfavorito Ferdinando, bravo guaglione si, ma un po' truzzo, diciamocelo.
Insomma ha vinto la buona educazione, come pare stia funzionando anche all'Isola dei Famosi, con le ormai ripetute vittorie (funzionerà anche stavolta, contro l'invasatissima Brigliadori, questa sera?) di Francesca Fogar. In un mio post precedente consigliavo alla produzione dell'Isola di fermarsi a riflettere, sul fatto che i loro ascoltatori fossero diversi, e puntare su questa caratteristica.
Forse, ognuno a suo modo e nel suo piccolo, gli italiani stanno ritornando normali.
O almeno, lasciatemi sognare così....
martedì 15 marzo 2011
La Grande Tortura
E' oramai cinque mesi che sono costretta a vedermi tutti i lunedì il Grande Fratello.
Succede da quando, il giorno prima della prima puntata, scrissi questo articolo, grazie alla "soffiata" di una cara amica comune (mia e di Margherita, di cui peraltro manco conoscevo l'esistenza). Da lì la questione Margherita diventò un argomento varesino da seguire senza defaillances.
All'inizio era quasi divertente: ero stata una estimatrice delle prime edizioni e ammiravo come una sociologa Daria Bignardi, che scrutava i concorrenti della prima edizione con un interesse sociale sincero. Ma quello che ho ripreso in mano quest'anno è uno spettacolo desolante, dove vengono trattati solo argomenti futili nel modo meno verosimile possibile, attraversati da valori fittizi che stanno danneggiando i nostri pensieri ormai da decenni. Nelle lunghe ore di attesa di un qualche argomento ragionevole su cui scrivere, ho avuto parecchio tempo per riflettere su come l'opinione pubblica possa venir formata - o deviata - da trasmissioni del genere, portatrici di valori di massa (e quindi di politica) molto più di qualunque Annozero o Ballarò.
Meno male che la "mia" concorrente, almeno, difende piccoli valori quotidiani - tipo: se una viene in camera tua mentre io non ci sono c'è del dolo comunque: è inutile che cerchi di spiegarmi che "si usa così", e ho tutto il diritto di incazzarmi senza passare per antimoderna - e priorità ora scomparse - come un buon uso della lingua italiana - che mi rendono più semplice tifare per lei, aldilà del campanile. Per il resto però si tratta di una tortura cinese anche per una come me che ha sempre apprezzato il "valore sociale" dei reality e che ancora ora fa la differenza tra quel canaio e l'Isola dei Famosi, che tra vip e parenti di almeno affronta argomenti di attualità e riflessioni valoriali, seppur semplici.
Insomma, potessi mollerei tutto e al lunedì guarderei qualcosa di meglio. Ma la varesina nella casa, Margherita Zanatta, figlia dell'Icona del basket varesino Marino Zanatta, non ha l'aria di uscire tanto presto, e forse è pure un buon segno, visto che possiede più sale in zucca degli altri ospiti.
Ed è molto probabile che, di settimana in settimana, finisca per arrivare alla finale. Ciò significa che sarò costretta a guardare e commentare ogni lunedì ancora per un mese le orribili discussioni di una decina di ragazzi vuoti, che sprecano le parole "amore" e "sincerità" senza ritegno.
Se volete darmi una mano a reggere, il lunedì mi trovate qui.
L'ultima fatica invece, la trovate qui.
Succede da quando, il giorno prima della prima puntata, scrissi questo articolo, grazie alla "soffiata" di una cara amica comune (mia e di Margherita, di cui peraltro manco conoscevo l'esistenza). Da lì la questione Margherita diventò un argomento varesino da seguire senza defaillances.
All'inizio era quasi divertente: ero stata una estimatrice delle prime edizioni e ammiravo come una sociologa Daria Bignardi, che scrutava i concorrenti della prima edizione con un interesse sociale sincero. Ma quello che ho ripreso in mano quest'anno è uno spettacolo desolante, dove vengono trattati solo argomenti futili nel modo meno verosimile possibile, attraversati da valori fittizi che stanno danneggiando i nostri pensieri ormai da decenni. Nelle lunghe ore di attesa di un qualche argomento ragionevole su cui scrivere, ho avuto parecchio tempo per riflettere su come l'opinione pubblica possa venir formata - o deviata - da trasmissioni del genere, portatrici di valori di massa (e quindi di politica) molto più di qualunque Annozero o Ballarò.
Meno male che la "mia" concorrente, almeno, difende piccoli valori quotidiani - tipo: se una viene in camera tua mentre io non ci sono c'è del dolo comunque: è inutile che cerchi di spiegarmi che "si usa così", e ho tutto il diritto di incazzarmi senza passare per antimoderna - e priorità ora scomparse - come un buon uso della lingua italiana - che mi rendono più semplice tifare per lei, aldilà del campanile. Per il resto però si tratta di una tortura cinese anche per una come me che ha sempre apprezzato il "valore sociale" dei reality e che ancora ora fa la differenza tra quel canaio e l'Isola dei Famosi, che tra vip e parenti di almeno affronta argomenti di attualità e riflessioni valoriali, seppur semplici.
Insomma, potessi mollerei tutto e al lunedì guarderei qualcosa di meglio. Ma la varesina nella casa, Margherita Zanatta, figlia dell'Icona del basket varesino Marino Zanatta, non ha l'aria di uscire tanto presto, e forse è pure un buon segno, visto che possiede più sale in zucca degli altri ospiti.
Ed è molto probabile che, di settimana in settimana, finisca per arrivare alla finale. Ciò significa che sarò costretta a guardare e commentare ogni lunedì ancora per un mese le orribili discussioni di una decina di ragazzi vuoti, che sprecano le parole "amore" e "sincerità" senza ritegno.
Se volete darmi una mano a reggere, il lunedì mi trovate qui.
L'ultima fatica invece, la trovate qui.
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