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giovedì 6 giugno 2013

Non ci posso credere, si parla di presidenzialismo!

Improvvisamente capisco grillini, dissenzienti,schede bianche e compagnia bella. 
Ascolto radio popolare mentre faccio colazione e mi rendo conto (si lo so, ci ho impiegato settimane, abbiate pazienza) che, fatta l'imu, l'unico problema del governo a larghe intese è la riforma del presidente, argomento peraltro manco in agenda tra le urgenze. Di più, che il presidenzialismo è l'arma per governare la riforma elettorale, l'unico vero argomento per cui questo governo potrebbe avere senso di esistere, stante l'impossibilità con questa "maggioranza" di fare alcun altra cosa di sensato tipo strumenti per la crescita, riduzione di parlamentari, diminuzione delle spese pubbliche e altri meravigliosi sogni che ci accorgiamo anche questa volta rimarranno tali. 
E mi viene lo scoramento.
E mi rendo conto di quanto sono stata cogliona a puntare sul "voto responsabile" invece di fare capricci anch'io come una bella quarantina per cento di italiani (che io calcolo in grillini, schede bianche e non votanti in più), magari pure credendo che servisse a qualcosa.
E poi però mi dico che non son mica cogliona io, che votando continuo imperterrita a difendere la democrazia. Ma stronzi quelli che del mio voto hanno fatto l'uso peggiore: quello di difendere il loro culo. 
Sono arrabbiatissima, e mi attacco a frasi qua e là che sento in telegiornali e radiogiornali, e che mi fanno perlomeno capire che non sono sola: una "provocazione" di Renzi (gente, oh, non è una provocazione interna al pd ricordare che l'unica cosa che serve - e che il pd ha detto avrebbe fatto- è la riforma elettorale) una frase di Civati (uno dei pochi che non mi fa vergognare di quel che ho votato, e che giorno per giorno dice quello che vorrei sentire), qualche dichiarazione di Vendola, che non mi è stato mai particolarmente simpatico perchè molto "vecchia politica" per furbizia, Ma almeno usa la sua furbizia sensatamente, pensando più a chi potrebbe votarlo al prossimo giro che alla sua cadrega attuale.
I grillini, malgrado ora ne capisca l'operazione e sia d'accordo con le rigidità (visto che qualunque compromesso anche se praticabile nella forma, sembra impossibile nella sostanza) si sono rivelati parlamentari dallo spessore minimo, e quei pochi che interpretano personalmente il mandato che gli hanno dato gli elettori si rendono conto che la loro posizione in quella che è ancora la fucina delle leggi è troppo spesso incompatibile con quel che chiedono i loro capi, che lì non ci stanno e non ci sono mai stati.
Morale, alla faccia del governo della responsabilità, vedo davanti a me e al resto d'Italia solo dell'altro gran tempo perso in cose che interessano solo a quelli che stan li, e rimpiango che non abbiano fatto saltare il banco molto prima, semplicemente riconoscendo l'impossibilità a governare.
Ora a Letta, per mantenere fede alle su origini di giovane di Andreatta e non infangarne la memoria, non resta che fare un guizzo, una spallata "alla democristiana" che gli tolga di dosso l'ingombrante partner che ha il vizio di ergersi sempre a burattinaio (chessò, una intesa segreta con grillini vendola monti e il pezzo del pd schifato, per ritornare al mattarellum prima di chiudere tutto li, tanto da questa maggioranza-rapa non si può cavare il sangue ) mostrando di non avere paura di tornare a votare, come ha con tanta fermezza sbandierato nel suo bel discorso di insediamento, ormai finito nel cassetto. 

Se non lo fa, sia consapevole che questi sono gli ultimi mesi della sua vita politica attiva: gli italiani non gli perdoneranno (a lui, mica al burattinaio, che poi saprà raccontare qualche altra scemenza per farsi rieleggere) neanche un minuto di quelli persi senza fare qualcosa davvero per loro, e lui sarà responsabile di avere ulteriormente sbriciolato la democrazia, facendo perdere un altro pezzo di credibilità all'unico partito vero ancora rimasto.


venerdì 5 aprile 2013

Il Pd, il Pdl i grillini e le vere urgenze

Visto che sono stata chiamata in causa più volte, dico la mia sulle questioni politiche di questi giorni, al netto dei vari episodi, che uno per uno valgono meno di zero.
Però so già che farò incazzare tutti, grillini e non grillini, movimentisti scatenati e "responsabili della politica".
Allora: io trovo che la strategia di Grillo e Casaleggio sia PERFETTA: partendo dal presupposto che gli eletti dei partiti sembrano irrimediabilmente "tardi" e rintronati nel reagire alle istanze degli elettori, sembra infatti che l'unico sistema per riportarli alla ragione  sia azzerarli con le loro stesse mani. Quindi, o costringerli tra loro a un abbraccio mortale che li ucciderà insieme, o metterli davanti allo sfascio dell'impossibilità di governo.
Qualunque altra ipotesi instillerebbe in loro la falsa convinzione di essere efficienti, con il disastroso risultato di convincerli a perpetuare ancora un po' i loro sciagurati ragionamenti.
Davanti all'ipotesi che ricomincino con le solite manfrine, i soliti pas à deux dei soliti noti, persino io a questo punto auspico si arrivi fino in fondo: cosi li si brasa definitivamente, sti capoccioni, cambiano davvero registro e non se ne parla più.
Il problema però è che questa è una STRATEGIA, cioè una "manovra da politico" perdipiù elettorale, che niente ha anche fare con il bene del paese: cosa che mette i grillini allo stesso livello degli altri, malgrado sembri l'esatto contrario, e magari con risultati ancor più devastanti, al momento. E allora, come la mettiamo?
Certo, se penso che abbiamo perso fino ad adesso non minuti, ma decenni, non possiamo certo ergerci a giudici di quelli che fan melina ORA: sarebbe come dire che Monti ci ha mandati in rovina, cosa che sapevano essere una balla persino quelli che la urlavano dalle piazze e da facebook.
A dire il vero, forse non abbiamo più nemmeno titolo a decidere cosa sia peggio: ritardare di un mese o ritrovarsi ancora una legislatura nella stessa situazione di prima? È più urgente fare una maggioranza purchessia, che ragionevolmente farà il minimo indispensabile e possibilmente anche meno, o rimettere in ordine la compagine parlamentare e ricominciare finalmente a lavorare davvero rischiando però di compromettere una fetta di futuro?
Premettendo che sono una che ha un po' paura dei grillini, perchè non so dove vogliono arrivare nella loro rigidità, e che continuerò imperterrita a chiamarli grillini - irritandoli, lo so - finche non avrò capito quale sia la loro base unitaria a parte Lui, ammetto di essere altrettanto preoccupata che gli altri partiti, incassando un qualunque tipo di compromesso, credano di poter  - ancora! - continuare come adesso: cioè evitando di lavorare per il paese, come impone loro il ruolo a cui sono chiamati.
Certo che vorrei una microlegislatura che sistemi l'urgenza e rifaccia la legge elettorale. Ma se questo vuol dire che Pd e Pdl al prossimo giro sono uguali a prima, non so mica se lo voglio più...



martedì 27 novembre 2012

Il fattore incazzatura

Sento alla radio che Nichi Vendola ha dichiarato di stare con Bersani, e ora il segretario Pd è tranquillo sulla sua vittoria. Nove punti in piu non sono pochi, in effetti, e ricevere l'appoggio di un "vecchio politico di sinistra" come Vendola, che gode certamente di uno zoccolo duro di attivisti consistente. Ma siamo sicuri che il calcolo funzioni? Che i vendoliani ragioneranno tutti per compatibilità ideologica e non per desiderio di cambi al vertice?

Insomma: siamo sicuri che Bersani sta calcolando il fattore incazzatura? Quello che ha fatto perdere il Pd in Puglia, a Milano, a Napoli e in tutto ciò che è stato sottoposto alle primarie?
Siamo sicuri che abbia intenzione di lavorare per cambiare davvero, qui, adesso, il modo di fare politica dei componenti del suo partito, o che usi l'unica campagna elettorale che conosce, cioè quella che demonizza l'avversario?

Berlusconi non c'è più, non ci sono più i lavoratori, cosi come li si poteva difendere una volta. Non ci sono più i soldi del welfare, e non c'è più nemmeno la gente che si vuole "comportare responsabilmente e aspettare il momento giusto". Renzi non è una minaccia per gli elettori, al massimo può rivelarsi un pirla, ma non è poi così grave: basta poi mandarlo a casa. Ne abbiamo viste talmente tante, e di talmente assurde in questi ultimi anni, che il rischio non ci preoccupa più di tanto.

L'impressione che, giorno per giorno, avanza è invece che Renzi sia una minaccia solo per chi vuole rimanere lì, per "finire il lavoro che ha iniziato" (aiuto!), perchè "si rivolge a persone che non fanno parte della nostra storia" (perchè, l'Udc?).

Io penso che questo non sia proprio un problema mio, ma di chi non ha fatto nulla in vent'anni, anche di governo. E la cosa non solo non mi piace, ma mi fa pure imbufalire. Temo, inoltre, di non essere l'unica a pensarlo: è questo il "fattore incazzatura" che il Pd deve decidersi a considerare, prima del disastro finale.

lunedì 30 maggio 2011

Un accorato appello al PD, in questo momento di contentezza

Questo è un post che ho iniziato a pensare il giorno dopo il primo turno, quando improvvisamente gli elettori di centrosinistra si sono ritrovati a sognare davvero che Pisapia potesse farcela contro quel cumulo di inettitudine, arroganza e brutti amici della sindaco di Milano uscente.
E' pensato da allora perchè da allora continuo a ripensare ai commenti subito dopo la vittoria di Pisapia alle primarie. "Con lui si perde facile" era il mantra di tutti i dirigenti del PD. Che naturalmente, continuavano a ignorare i segnali (ripetuti, nel caso non si fosse capito il primo) che arrivavano dalla Puglia. Ora però è ufficiale: "Quelli che vincono" non sono quelli che decidono gli apparati, sono quelli che sceglie la gente. Al povero Stefano Boeri, che intelligentemente ha poi portato abbondante acqua al mulino di Pisapia, l'essere "un candidato del PD" alle primarie è stato un minus, più che un vantaggio. Le pensate del PD non hanno funzionato per niente (Napoli, per esempio): in compenso, se si lascia scegliere agli elettori, con una primaria onorevole (Come quella di Milano, che aveva in lizza tre candidati davvero di valore) e se ne accettano e sostengono i risultati, gli effetti sono sempre i migliori possibile, con grandi vantaggi per tutti.
E i risultati arrivano non solo grazie al candidato in sé, ma per la forza e l'entusiasmo che il risultato crea. E se poi questo risultato si accetta e si sostiene, anche da parte degli altri candidati, si finisce per vincere tutti. L'elettorato di centro sinistra lo sta urlando forte e chiaro ormai da anni. Ora, cara dirigenza PD, dopo i giusti festeggiamenti per la batosta che il centrosinistra ha inferto al PDL  (segno che gli italiani, improvvisamente, non ne hanno proprio potuto più... ) ti prego: fermati un momento ad ascoltare i segnali della realtà. Ti sei comportato male nelle primarie e bene in questa campagna elettorale: ora fa tesoro di questa esperienza.