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venerdì 18 aprile 2014

MI piace: Facebook e instagram dal mio punto di vista

E' stato un parto lunghissimo, quello che ho consumato per questo libello di poco più di 30 pagine. E se non avessi scoperto la pubblicazione di Amazon ci avrei impiegato molto di più. Tenere il controllo di quel che ho scritto, rifinire i piccoli errori che ormai sembrano inevitabili quando si scrive, mi sembra una qualità impagabile, in questi tempi di mancate revisioni croniche.

Morale, l'ho pubblicato: un po' manuale di autoaiuto, un po' biografia delle mie giornate digitali, forse potrebbe servire a chi si imbatte in queste questioni.

Si vende solo su Amazon, lo trovate qui:

http://www.amazon.it/MI-PIACE-galateo-social-network-ebook/dp/B00JPPCMUM/ref=sr_1_3?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1397774190&sr=1-3

Scaricate l'estratto, e poi decidete se vale la pena :-)

lunedì 13 maggio 2013

lunedì 18 febbraio 2013

Divano & Sanremo. Dopo il divertimento, l'ebook

Bon, noi di là ci siamo divertiti, nella settimana scorsa.
Tra gruppo d'ascolto, blog e mazzi vari la settimana del festival di Sanremo è passata piacevolmente, e ora si torna alla normalità. Non prima però dell'ultima pazzia: un E-instant-book sulla settimana del festival appena passata. Trovate tutto nel link qui sotto...

Divano & Sanremo diventa un libro????
Beh, un libro... esagerati... Però per chi ha un tablet, un pc, uno smartphone purchessia, da adesso può leggersi con comodo il bigino del festival...

giovedì 25 agosto 2011

Do your best and link to the rest

"Do your best and link to the rest" "Fai quello che sai fare meglio e rimanda (fai un link al) resto": mi rimarrà ben impressa, questa frase, che ho preso dal primo libro che parla finalmente di me e di tutti i miei colleghi che lavorano nell'online.
Sto infatti leggendo (in formato ebook su un telefonino Samsung Galaxy, cioè con il "tascabile del terzo millennio") il libro di Sergio Maistrello "Giornalismo e nuovi media": e, finalmente, per la prima volta leggo storie che riguardano davvero il mio lavoro e il supporto che sto usando per lavorare nell 'informazione: internet e i social media.

Troppo spesso, fino ad ora, mi era capitato di leggere libri ed ascoltare interventi che mi spiegavano modalità e luoghi che bazzicavo da più tempo io che il relatore. Gente che ti diceva qual era la ricetta per Internet senza mai averci avuto a che fare, e che di solito noi, che stavamo a badilare informazioni dal www, avevamo già sperimentato che non funzionava. Un lavoro alla cieca, che troppi "sapientoni" in giro non conoscevano affatto. Pochi i nomi - di gente nota in rete, peraltro, e divenuta famosa "offline" solo in seguito: come ad esempio Giuseppe Granieri (responsabile morale di questo blog, che mi vede presente con nome e cognome: prima, ero una di quelle blogger nascoste dietro un improbabile nick) o Luca Conti. Per il resto, tra noi giornalisti on line - eravamo pochi, pochissimi, quelli nati con la "mentalità on line", vergini dalle dinamiche delle redazioni di carta  - e i giornalisti "veri" c'era una sorta di barriera: da una parte gli informatori smanettoni come me, dall'altra la stampa la faceva o pensava "sul serio" ma sempre meno efficacemente.
Ora invece, mi sono finalmente trovata davanti a pagine su cui riflettere davvero, che mi riguardano, non una ricetta preparata con ingredienti sconosciuti a chi li scrive: pagine come quelle da cui ho tratto la frase nel titolo, che voglio eleggere a faro e sfida dei prossimi giorni. E non è un caso forse che questo stia succedendo mentre leggo un libro su in telefonino, tra un rosso al semaforo e una pausa pranzo inaspettata, con la nuova tecnologia come unica compagna.