Bon, noi di là ci siamo divertiti, nella settimana scorsa.
Tra gruppo d'ascolto, blog e mazzi vari la settimana del festival di Sanremo è passata piacevolmente, e ora si torna alla normalità. Non prima però dell'ultima pazzia: un E-instant-book sulla settimana del festival appena passata. Trovate tutto nel link qui sotto...
Divano & Sanremo diventa un libro????:
Beh, un libro... esagerati... Però per chi ha un tablet, un pc, uno smartphone purchessia, da adesso può leggersi con comodo il bigino del festival...
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lunedì 18 febbraio 2013
domenica 10 febbraio 2013
Sono pronta per Sanremo
A dire il vero, per Sanremo sono pronta da sempre.
Da quando, quell'unica volta che ci sono andata per lavoro, nel 1985, ho sofferto le pene dell'inferno e ho portato a casa l'esperienza piu pazza e bella della mia vita.
Da quando, nel 2010, ho aperto un gruppo facebook per seguirlo con gli amici (erano una decina, adesso sono diventati 120) quando i gruppi d'ascolto su Fb manco si sognavano di farli.
Ora, sono pronta con il gruppo, con twitter (profilo @laradman, hashtag #divanosanremo: trovate tutto nella nuova pagina che ho creato in questo sito) e persino con un blog specifico: cosi i 120 amici, se vogliono, possono bazzicare anche al di fuori dei cerchi chiusi di facebook. Eccolo:
Da quando, quell'unica volta che ci sono andata per lavoro, nel 1985, ho sofferto le pene dell'inferno e ho portato a casa l'esperienza piu pazza e bella della mia vita.
Da quando, nel 2010, ho aperto un gruppo facebook per seguirlo con gli amici (erano una decina, adesso sono diventati 120) quando i gruppi d'ascolto su Fb manco si sognavano di farli.
Ora, sono pronta con il gruppo, con twitter (profilo @laradman, hashtag #divanosanremo: trovate tutto nella nuova pagina che ho creato in questo sito) e persino con un blog specifico: cosi i 120 amici, se vogliono, possono bazzicare anche al di fuori dei cerchi chiusi di facebook. Eccolo:
Per tutta la prossima settimana ci vediamo lì.
giovedì 1 marzo 2012
...E poi i colleghi mi pigliano in giro (Un ricordo di Lucio Dalla)
Succede sempre appena muore, in maniera poi così repentina, un personaggio famoso: tutti alla ricerca di chi lo ricorda di chi gli è stato amico chi lo ha frequentato. L'abbiamo fatto anche noi, a Varesenews. Trovandone anche una pluralità, di varesini che l'avevano frequentato bene.
«Anch'io - sono saltata su a un certo punto - Ho un ricordo di Lucio Dalla: me lo ricordo che mi carezzava la parte interna del braccio, che sporgevo verso di lui per tenere il microfono in buona posizione durante l'intervista, e mi diceva "che morbido..."».
Mi hanno riso tutti in faccia.
Probabilmente memori di quest'altro episodio...
Ma io non dico mica balle, per quanto assurde sembrino le cose che dico: erano gli anni '80, io facevo la cronista di musica per le radio private e mi ricordo che ero partita con un pullman organizzato dalla RCA, la loro casa discografica, per andare in non so quale castello intorno a Bologna e raggiungere Lucio Dalla e Gianni Morandi, che presentavano il tour "DallaMorandi" e passavano tutta la giornata in campagna a rilasciare interviste a questi giornalisti curiosamente "embedded" che erano arrivati fino a li da tutto il nord Italia.
Io ero la piccoletta del gruppo, va a sapere quanti anni avevo ma ero sulla ventina. La grinta non mi mancava, ma forse avevo sempre l'aria da mascotte. E Dalla, che queste interviste in batteria più che altro le tollerava signorilmente, aveva trovato da distrarsi col mio braccio... era così delizioso e così svagato, così fuori da qualunque malizia maschile, che non me ne preoccupai più di tanto, anche se qualche collega vicino ridacchiò.
Lasciatemelo dire: visto che tutti dobbiamo morire in qualche modo, io sono contenta sia morto così. A 69 anni ma senza essere invecchiato d'un pelo con lo spirito, senza il tormento di una malattia, ma nel giro di pochi minuti, d'un colpo. Dopo un bel concerto nella città svizzera patria del jazz, a Montreux. E infine, qualche giorno dopo il suo ritorno a Sanremo, da star che presenta il suo erede. Così non potremo dimenticarlo mai. E ora tutti canteremo un po' più forte le sue canzoni, per farci sentire...
«Anch'io - sono saltata su a un certo punto - Ho un ricordo di Lucio Dalla: me lo ricordo che mi carezzava la parte interna del braccio, che sporgevo verso di lui per tenere il microfono in buona posizione durante l'intervista, e mi diceva "che morbido..."».
Mi hanno riso tutti in faccia.
Probabilmente memori di quest'altro episodio...
Ma io non dico mica balle, per quanto assurde sembrino le cose che dico: erano gli anni '80, io facevo la cronista di musica per le radio private e mi ricordo che ero partita con un pullman organizzato dalla RCA, la loro casa discografica, per andare in non so quale castello intorno a Bologna e raggiungere Lucio Dalla e Gianni Morandi, che presentavano il tour "DallaMorandi" e passavano tutta la giornata in campagna a rilasciare interviste a questi giornalisti curiosamente "embedded" che erano arrivati fino a li da tutto il nord Italia.
Io ero la piccoletta del gruppo, va a sapere quanti anni avevo ma ero sulla ventina. La grinta non mi mancava, ma forse avevo sempre l'aria da mascotte. E Dalla, che queste interviste in batteria più che altro le tollerava signorilmente, aveva trovato da distrarsi col mio braccio... era così delizioso e così svagato, così fuori da qualunque malizia maschile, che non me ne preoccupai più di tanto, anche se qualche collega vicino ridacchiò.
Lasciatemelo dire: visto che tutti dobbiamo morire in qualche modo, io sono contenta sia morto così. A 69 anni ma senza essere invecchiato d'un pelo con lo spirito, senza il tormento di una malattia, ma nel giro di pochi minuti, d'un colpo. Dopo un bel concerto nella città svizzera patria del jazz, a Montreux. E infine, qualche giorno dopo il suo ritorno a Sanremo, da star che presenta il suo erede. Così non potremo dimenticarlo mai. E ora tutti canteremo un po' più forte le sue canzoni, per farci sentire...
mercoledì 15 febbraio 2012
Sarà una settimana difficile, quella di Sanremo. Fatemi compagnia
Non sono nella riviera dei Fiori, ma a casa. Il mio lavoro è per questa settimana, concentrato tutto su Sanremo. A dire il vero mi piace pure: ci sono andata nell'85, lo seguo sempre, mi sono inventata un gruppo su Facebook che da anni condivide pettegolezzi e considerazioni nelle giornate di svolgimento del Festival. Mi sono praticamente divertita ad ogni edizione. Ma il Celentano di ieri l'ho trovato tollerabile solo grazie ai lazzi dei 110 partecipanti al gruppo stesso.
Il mondo è cambiato, la crisi morde e noi dei predicatori a pagamento cominciamo a non poterne più. Vogliamo tornare a commentare le parole della canzone di Arisa, o il vestito improbabile di Nina Zilli.
Comunque, io sarò sempre lì, fino a sabato: questa è la cronaca semiseria del primo giorno di Sanremo, che sembrava colpito dalla profezia maya. Del gruppo vi ho già raccontato, su twitter vado prevalentemente a leggere (e il mio guru è ormai diventata Stefania Orlando, "quella del lotto" che su twitter è il grillo parlante del festival), ma quel poco che posto lo faccio su @laradman.
Questo invece è il tag di Varesenews che mette insieme tutta la mia produzione dei prossimi giorni. dovesse mai servirvi... la compagnia mi fa piacere.
Il mondo è cambiato, la crisi morde e noi dei predicatori a pagamento cominciamo a non poterne più. Vogliamo tornare a commentare le parole della canzone di Arisa, o il vestito improbabile di Nina Zilli.
Comunque, io sarò sempre lì, fino a sabato: questa è la cronaca semiseria del primo giorno di Sanremo, che sembrava colpito dalla profezia maya. Del gruppo vi ho già raccontato, su twitter vado prevalentemente a leggere (e il mio guru è ormai diventata Stefania Orlando, "quella del lotto" che su twitter è il grillo parlante del festival), ma quel poco che posto lo faccio su @laradman.
Questo invece è il tag di Varesenews che mette insieme tutta la mia produzione dei prossimi giorni. dovesse mai servirvi... la compagnia mi fa piacere.
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