Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post

sabato 31 gennaio 2015

Meno male che il presidente della Repubblica non lo vota la gente

Sento la rassegna stampa di Radio Popolare e scopro che il nome di Sergio Mattarella, secondo alcuni sondaggi, non sarebbe gradito alla gente.
Ripenso alle ormai tante elezioni presidenziali a cui ho assistito (e sono più vive quelle di bambina, i pomeriggi davanti a quell'unico canale, ad ascoltare un noiosissimo ma indimenticabile "Leone, Leone, Leone...") ed è rarissimo che quei nomi eletti a me bambina, ragazza, cittadina, elettrice, dicessero qualcosa. 
Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro, persino Napolitano, nella migliore delle ipotesi erano nomi di parlamentari. Spesso, finchè non mi sono interessata di politica, non erano nemmeno quello. Solo alla fine del settenato, quei nomi prendevano corpo, si cristallizzavano in immagini, o ci facevano sentire più italiani. 
Se i politici eletti fossero inutili in qualunque altro momento, durante l'elezione del presidente della Repubblica mostrano una capacità di selezione molto più sofisticata di quanto possano farlo quelli che li hanno votati. Nei lunghi corridoi del Transatlantico almeno la capacità di difendere la Costituzione, di interpretarla lealmente, probabilmente si riconosce meglio che dalla tivù, o dai nostri divani di casa. 
Così, preferisco che nessuno mi chieda di votare il Presidente della Repubblica: e la biografia di Sergio Mattarella, che mai mi sarebbe venuto in mente, che mi sembrava debolissimo, che fino a ieri per me era un parlamentare siciliano con un fratello morto tragicamente  e che solo ora comincio a scoprire robusto conoscitore della Costituzione, me lo conferma.

La biografia di Sergio Mattarella, dal Post

giovedì 13 dicembre 2012

Berlusconi, Renzi, Monti e il centrosinistra "de coccio"

Ora anche gli elettori delle primarie di centrosinistra avranno capito che senso avesse il voto di Renzi. Piaccia o no, la sola scelta della candidatura a premier di Matteo Renzi, 37enne, Pd dalle idee ecumeniche che piaceva anche ai delusi della destra, avrebbe totalmente evitato le scene cui siamo costretti ad assistere in questi giorni. Non avremmo assistito, 24 ore dopo, alla ridiscesa in campo della Mummia (Lo chiamano così, mister B, i giornali stranieri). Non avremmo dovuto rivedere lo spread salire, pochi giorni dopo esserci congratulati con noi per aver ottenuto almeno un risultato con le nostre lacrime e il nostro sangue. Non ci saremmo ritrovati in una situazione politica del tutto simile a quella che aveva causato la cacciata di B e l'arrivo di Monti: per di più, con gli stessi candidati di prima del big bang. 

E ora Berlusconi - anche se con un pò più di maldipancia esterni di una volta - sta ricominciando la sua solita campagna elettorale: quella che vede lui dire tutto e il contrario di tutto (purchè "notiziabile") per lasciare sullo sfondo qualunque altro argomento sensato. 

Dopo 20 anni l'abbiamo capito pure noi da fuori che la strategia è questa, e i politici del centrosinistra ci saranno, spero, già arrivati: per neutralizzarlo devono solo spiazzarlo con un'altra strategia, uscendo da quella logica e non seguendo - come lui spera - i suoi deliri. Questo è l'unico sistema per uscirne, adesso che le primarie di centrosinistra hanno scelto il Vecchio establishment perchè "dava più affidamento".

Spero venga messo in pratica al più presto questo sistema,  perchè con i suoi deliri il signor B., fingendo d'essere rincoglionito, sta smontando l'ipotesi di candidatura di Monti semplicemente annunciando di essere pronto a farsi da parte purchè a capo dei moderati ci sia lui. Un modo geniale per rimpicciolirlo alla pochezza della classe politica attuale.

E ora al centrosinistra, che l'ha esposto con le sue ultime mosse al ludibrio della "mummia", tocca togliere dalle secche l'attuale premier se non vuole dimostrare quello che tutti ormai pensano: cioè che è connivente con l'ex presidente del consiglio nell'attuare strategie che, dietro i finti contrasti, abbiano l'unico e univoco scopo di mantenere la situazione cosi com'è, per non perdere le loro ormai odiose poltrone.