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sabato 21 maggio 2011

Grom, filosofia agricola di un gelato

L'avevo ampiamente raccontato, che sarei andata alla serata del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Como che vedeva protagonisti gli ideatori di Grom, i produttori di "gelato come una volta", partiti da Torino e arrivati a Tokio e a New York (Per non parlare dei trafficatissimi negozi di Milano e Firenze, con code lunghissime d'attesa).
Un po' ci sono andata per la gran voglia di degustazione (per la cronaca, un solo gusto: gianduia, con la loro panna montata come una volta e i biscottini di mais fatti a mano...) e un po' per la curiosità di capire il segreto di quel successo, e magari pure - con un po' di malizia - quanto tasso di "bufala" o di marketing ci fosse dietro tutta quell'impressione di naturalità.
E ho scoperto che, dietro, c'è soprattutto una passione maniacale per il meglio condivisa da due amici trentenni che facevano uno l'agronomo in vigne e l'altro il responsabile finanziario in azienda.
Una passione nata leggendo un articolo di Carlin Petrini sulla Stampa e sviluppata oltre il concetto di unica gelateria "grazie" a un infortunio di chi faceva materialmente nel loro primo negozio il gelato "come una volta". Un incidente di percorso che li ha costretti ad aguzzare l'ingegno e trovare il metodo per fare, in più posti possibile, un gelato con ingredienti perfetti.
Ora sono i "gelatai" più trendy del mondo e, di primo acchito, se lo meritano davvero. Scriverò anche un articolo più compiuto, con calma. Ma ora mi piace condividere il video che mette insieme un collage del "Grom pensiero"